Amate amatrice: un progetto per ricostruire

Amate amatrice: un progetto per ricostruire

Grazie ai fondi raccolti dalla campagna “Un aiuto subito”, lo studio Stefano Boeri Architetti ha sviluppato il progetto Amate Amatrice, un polo della ristorazione e un luogo di incontro per sostenere la popolazione e contribuire a rilanciare le attività economiche del territorio. Insieme a Mareno, che ha fornito le cucine della mensa e di otto ristoranti, ne parla con Flavia Fresia

Fino al 23 agosto 2016, Amatrice, in provincia di Rieti, era conosciuta come la patria della pasta all’amatriciana. Dal giorno successivo, il piccolo paese sui Monti della Laga è diventato il simbolo della forza distruttrice del terremoto che, nella notte, ha devastato il Centro Italia. Ma Amatrice e la sua gente, guidata dal sindaco Sergio Pirozzi, sono presto diventati anche l’emblema della caparbia volontà di ricostruire negli stessi luoghi e di tornare a vivere nel proprio paese.
Uno dei primi tasselli della rinascita del paese è il progetto “Amate Amatrice”, un polo della ristorazione sorto appena all’esterno del vecchio centro abitato che comprende una mensa scolastica e otto ristoranti, affidati ad altrettanti ristoratori del luogo che nel sisma hanno perso la propria attività. Amate Amatrice è anche una sorta di nuova piazza centrale del paese, un luogo temporaneo di incontro e ritrovo in attesa che il vecchio cuore del paese torni a battere.
La decisione di dare la precedenza a un polo dedicato all’enogastronomia del territorio è stata presa insieme con le autorità locali: prima del terremoto Amatrice viveva di ristorazione e turismo e una delle priorità della ricostruzione è quella di rilanciare le attività economiche, per garantire un futuro al paese.
Costruito a tempo di record con i fondi raccolti dalla campagna “Un aiuto subito - Terremoto Centro Italia 6.0”, Amate Amatrice è stato progettato senza fini di lucro dallo studio Stefano Boeri Architetti e realizzato da Filiera del Legno Friuli Venezia Giulia (FVG). Le cucine chiavi in mano sono state fornite da Mareno.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO
Quello che colpisce subito, di Amate Amatrice, è che non ci troviamo di fronte ai soliti prefabbricati in legno, funzionali ma anonimi, eretti nelle zone colpite da disastri, ma ad edifici che, seppur costruiti in emergenza e con un budget ridotto, hanno una evidente qualità architettonica e allestimenti curati e confortevoli.
Come racconta Corrado Longa, architetto urbanista dello studio Stefano Boeri Architetti e responsabile del cantiere di Amate Amatrice, si è partiti dall’idea di realizzare un nuovo equilibrio tra uomo e natura dopo il terremoto.
“L’attenzione alla qualità del design è stata fondamentale per coinvolgere le persone del luogo nel progetto”, spiega Longa. Con una bassa qualità, c’era il rischio che i ristoratori non riuscissero a far ripartire la loro attività”.
Gli edifici di Amate Amatrice sono in legno e vetro, due materiali che consentono di costruire rapidamente con il massimo di qualità architettonica, impatto visivo e comfort. In particolare, la scelta del legno si è rivelata quasi obbligata.
“Quella del legno - spiega Matteo Marsilio, uno dei due soci fondatori di DomusGaia, l’impresa di Filiera Legno FVG coinvolta nel progetto Amate Amatrice e specializzata nella fornitura di strutture in legno chiavi in mano - è una tecnologia ideale in fase di ricostruzione. Inoltre, le costruzioni in legno sono antisismiche, hanno un’alta resistenza al fuoco ed elevate prestazioni energetiche. È la tecnologia del futuro, le strutture in legno hanno una durata potenziale di centinaia di anni”. Amate Amatrice è concepito per un utilizzo temporaneo, ma una volta finita l’emergenza può essere smontato e ricostruito altrove, oppure destinato ad un uso diverso.

UNA MENSA E OTTO RISTORANTI
Il primo edificio di Amate Amatrice ad essere completato è stata la mensa polifunzionale, che ha una superficie di circa 500 mq e una capacità di 150 pasti.
Consegnata a dicembre 2016 ed inaugurata a Pasqua, è destinata in primis agli studenti della scuola locale, ma viene usata anche per incontri, riunioni, convegni ed eventi.
A fine luglio sono invece stati consegnati i tre padiglioni che ospitano gli otto ristoranti con i relativi dehors. I ristoranti hanno superfici diverse, che variano da 85 a 500 mq e rispecchiano, per quanto possibile, la dimensione dei locali andati distrutti nel sisma. Si è tenuto conto delle richieste dei singoli ristoratori. “Questo non è un progetto calato dall’alto, ma siamo partiti dalle necessità individuali sia per il layout delle cucine, delle sale e dei dehors, sia per la scelta delle finiture - piastrelle, porte, sanitari - e delle attrezzature”, sottolinea Longa. “Il dialogo con gli imprenditori è stato costante”.
Un esempio su tutti. Inizialmente i progettisti avevano proposto l’installazione di piastre a induzione nelle cucine. Ristoratori e cuochi, però, hanno chiesto e ottenuto che le cucine venissero alimentate a gas, una tecnologia più familiare a cui erano già abituati.
La richiesta non ha comportato alcun problema per Mareno, l’azienda interpellata da DomusGaia per fornire le cucine chiavi in mano. “Abbiamo scelto Mareno perché offre prodotti di grande qualità e una gamma molto ampia”, afferma Marsilio. “Avevamo bisogno di un unico referente, in grado di fornire tutto quello di cui avevamo bisogno per attrezzare sia la mensa, sia le otto cucine dei ristoranti, rispondendo a tutte le richieste specifiche dei singoli cuochi. Per esempio, uno ha chiesto un forno per la pizza, un altro una friggitrice particolare. Mareno è stata a dir poco tempestiva ad analizzare le nostre richieste e a procedere con la produzione e la fornitura. La capacità di risolvere i problemi è stato il loro asso nella manica”.

UN PROGETTO CHIAVI IN MANO
“Mareno è intervenuta nel progetto fin dalla fase di definizione dei layout delle cucine”, conferma Fabrizio Rocco, direttore generale Mareno. “Siamo stati in grado di rispondere molto velocemente anche grazie ai nostri referenti di zona, che hanno accolto le nostre richieste e fatto di tutto per assecondare le necessità. Per la mensa abbiamo installato attrezzature della linea destinata alla grande ristorazione.
Per i ristoranti, abbiamo dimensionato le cucine in base alla metratura disponibile e abbiamo fornito tavoli, frigoriferi, cucine, forni, abbattitori e così via”.
“Nell’attrezzare le cucine abbiamo pensato anche al benessere di chi vi lavora, per esempio installando impianti d’aspirazione che preriscaldano l’aria esterna, un dettaglio molto importante in zone di montagna dove in inverno fa molto freddo”, conclude Rocco.

 

Articolo tratto da Aliworld (pag. 48-53).

Amate amatrice: un progetto per ricostruire
Amate amatrice: un progetto per ricostruire
Amate amatrice: un progetto per ricostruire
Back to TOP